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CONTESTO
Contesto
e criticità
Il Monastero Benedettino di San Marco, con l’annessa chiesa, si trova nel centro storico di Offida, in provincia di Ascoli Piceno. Il complesso, di origine medievale e trasformato nel corso dei secoli, si sviluppa su quattro livelli intorno a un chiostro centrale.
Danneggiato dagli eventi sismici del Centro Italia del 2016-2017, ha richiesto interventi capaci di migliorare la sicurezza strutturale preservandone il valore storico e architettonico. Un’ulteriore esigenza era consentire alla comunità monastica di continuare ad abitare il monastero durante i lavori.
Nel corso del cantiere sono inoltre emersi cicli pittorici trecenteschi e del primo Quattrocento, che hanno richiesto una revisione delle soluzioni progettuali per conciliare la conservazione e la futura fruibilità degli affreschi con il miglioramento sismico.
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OBIETTIVO
Obiettivo
dell’incarico
Migliorare il comportamento sismico del complesso attraverso interventi compatibili con le strutture e l’architettura storiche.
Restaurare e recuperare gli ambienti, adeguandoli alle esigenze della comunità monastica.
Integrare gli impianti nel contesto monumentale, contenendo i consumi energetici e i costi di gestione.
Organizzare il cantiere per permettere la convivenza tra lavorazioni e vita monastica.
Preservare e valorizzare le testimonianze storiche emerse durante l’esecuzione.
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SOLUZIONE
Soluzione
e metodo
SPES ha sviluppato un approccio integrato, fondato sulla conoscenza approfondita del complesso e sul confronto con la comunità che lo abita. Rilievi laser scanner 3D, riprese con drone, indagini georadar e termografiche, prove diagnostiche sulle strutture e indagini geognostiche e geofisiche hanno fornito la base per la modellazione strutturale agli elementi finiti e la definizione degli interventi.
Il progetto ha previsto presìdi antisismici e consolidamenti mirati, tra cui cordoli sommitali in acciaio, rinforzo delle capriate lignee, irrigidimento della copertura, consolidamento delle volte, tirantature e riparazioni delle murature. La progettazione impiantistica e la rifunzionalizzazione degli ambienti sono state coordinate con le esigenze di conservazione e di utilizzo quotidiano.
La scoperta degli affreschi ha portato a rivedere localmente il progetto e, per recuperarne la continuità tra due livelli sono state previste aperture parziali nelle volte, accompagnate da rinforzi in GFRP e da un traliccio in acciaio per garantire l’irrigidimento di piano. La programmazione delle fasi operative ha consentito di gestire le interferenze con la presenza della comunità monastica. Per la sua complessità, il cantiere è stato inoltre oggetto di un percorso di studio e controlli periodici in raccordo con il servizio SPSAL dell’Azienda Sanitaria Territoriale di Ascoli Piceno.

